menu Home
News

Intervista a Baba Sissoko a cura di Gianfranco Piria

Radio Roccella | 25 Ottobre 2026

Seguo Baba Sissoko da alcuni anni, la sua musica mi ha affascinato al primo ascolto Il  suo ultimo album No War lancia un messaggio musicale universale. Un disco  esageratamente contemporaneo. Un insieme di suoni della sua Terra con sonorità
attuali del blues e del jazz che creano un effetto straordinario per chi l’ascolta.
Oggi è con noi per raccontarci di questa sua nuova esperienza.


G.Piria:Ciao Baba è un vero piacere ritrovarti, come stai?
Ciao Gianfranco, anche per me è sempre un piacere sentirti. Io sto bene, spero lo stesso per te.

G.Piria:Quanto hanno influito sulla tua carriera la grande cultura del tuo paese il  Mali e le origini della tua famiglia, una vera dinastia Griot ?
La mia cultura e la mia famiglia Griot, non hanno semplicemente influito sulla mia carriera, l’hanno proprio plasmata. Se io sono quello che sono e la mia musica è  quella che è, è perché sono un Griot del Mali. Ho avuto la fortuna di poter svolgere  la mia missione di Griot, che è quella di divulgare la nostra cultura, a livello
internazionale grazie alla mia carriera di musicista


G.Piria: A tutto questo aggiungiamo la tua attività di polistrumentista iniziata con  tuo nonno e successivamente con il tuo ingresso nell’Orchestra Nazionale.
Oggi sei un artista di livello internazionale con una discografia di tutto rispetto e  collaborazioni con nomi di rilievo. Quanto è stato impegnativo intraprendere
questa strada ?
E’ stato molto impegnativo ma allo stesso tempo naturale. Io ho continuato ad  essere me stesso con le mie radici ben salde e la curiosità di sperimentare e  confrontarmi con altri orizzonti culturali e musicali. Amo ogni forma di  contaminazione ed è questo che cerco di fare da sempre, mixare generi e stili  musicali con la mia tradizione ed i miei strumenti tradizionali.

G.Piria: Mediterranean Blues è un percorso che ti sta dando tante soddisfazioni,un  progetto che proprio in questi giorni ha partorito No War. Un nuovo lavoro che, oltre alle facili interpretazioni, racconta sicuramente qualcosa di più intimo.
Con quale stato d’animo hai realizzato questo ultimo album?
Nei miei testi, ho sempre dato grande risalto ai temi per me importanti, quali il  rispetto reciproco, il valore delle donne, dei bambini, l’amicizia, la solidarietà e,
soprattutto, la pace! Mai, come in questo nostro tempo, c’è bisogno di pace! Bisogna che tutti capiscano che la guerra è orrenda da tutti i punti di vista, non c’è niente che  possa giustificare una guerra. La guerra è da abolire. Punto. No war!


G.Piria:Rispetto ai lavori precedenti credo che No War certifichi quanto di meglio la tua arte ha realizzato. L’insieme dei suoni che da anni riesci sempre di più a  mettere insieme ne fanno un disco contemporaneo. Qual’è il segreto di tutto
questo?
No war è, effettivamente, il risultato del mio percorso musicale fino ad oggi. Come ti  ho detto, la contaminazione tra generi e stili musicali è la chiave di lettura della mia musica.


G.Piria:Un signor disco che non manifesta cedimenti,grazie alla lavoro di un gruppo di musicisti che merita attenzione. Cosa ci puoi dire della band che ti ha  accompagnato?
I musicisti della mia formazione “Mediterranean Blues” sono dei professionisti
bravissimi ma, soprattutto, sono amici di lunga data. Suoniamo insieme da molti anni e siamo arrivati ad un’intesa perfetta. Io do poche indicazioni sia in studio di  registrazione che durante i concerti perché voglio che ognuno si senta libero di  esprimersi con il suo stile e perché so che tutti noi amiamo quello che facciamo e il  messaggio da trasmettere è chiaro e condiviso.


G.Piria:Ho letto molte cose interessanti su questa tua ultima fatica,tu cosa ti
aspetti da No War?
Attraverso “No war”, come attraverso tutti i miei dischi, voglio che arrivi al pubblico  un’emozione autentica. In questo disco il messaggio è chiaro già dal titolo e vorrei  che fosse almeno un punto di riflessione per chi mi segue e apprezza la mia musica.


G.Piria:L’unione tra i popoli è stato sempre uno dei temi conduttori dei tuoi
testi.Fino a quando il tuo Tamani (tamburo parlante) si farà sentire?
Il mio Tamani è parte di me! È il mio fedele compagno fin da quando sono bambino.
Insieme abbiamo calcato i palchi di tutto il mondo. Spesso il pubblico rimane
sbalordito dalla forza di questa piccola percussione e credo che ci faremo sentire  ancora a lungo.

Gianfranco Piria per SOund36

Written by Radio Roccella


  • RSS metisnews
  • Eventi in RIlievo
  • Archivio Notizie
  • Articoli recenti



  • cover play_circle_filled

    Radio Roccella
    la radio fuori dal coro

  • cover play_circle_filled

    Radio Roccella Vintage
    I grandi successi della musica anni '70/'80/'90

  • cover play_circle_filled

    Radio Roccella Made in Italy
    Solo I Grandi successi della musica Italiana

  • cover play_circle_filled

    Radio Roccella Jazz
    Il Jazz dalle origini ai giorni nostri

  • cover play_circle_filled

    Radio Roccella Rock
    Il Rock Fuori Dal Coro

  • cover play_circle_filled

    Radio Roccella Altri Suoni
    Il Lato B da scoprire

play_arrow skip_previous skip_next volume_down
playlist_play